Tra apertura e concentrazione: Nuove esigenze sul posto di lavoro

Per anni, gli spazi di lavoro aperti sono stati sinonimo di scambio, trasparenza e collaborazione. Tuttavia, mentre il lavoro ibrido continua a rimodellare l’ufficio, un’altra qualità sta diventando sempre più importante: la capacità di concentrazione. Questo crea una nuova tensione tra comunità e concentrazione – e con essa, una delle questioni centrali della progettazione contemporanea degli spazi di lavoro: come è possibile conciliare entrambe le cose allo stesso tempo?
La risposta risiede meno in tipologie di spazi chiaramente separate e più in un panorama finemente calibrato di diversi ambienti di lavoro. Invece di affidarsi ai tradizionali opposti – spazio aperto contro ufficio privato – gli ambienti di lavoro si stanno evolvendo in reti di ambienti che supportano diversi livelli di concentrazione. Particolarmente rilevanti sono quegli spazi intermedi che non sono né completamente chiusi né del tutto esposti: aree semi-riparate che offrono un rifugio senza disconnettere le persone dall’ambiente circostante.
Le ricerche attuali dimostrano che la concentrazione non è una condizione statica, ma è fortemente influenzata dall’ambiente, dagli stimoli esterni e dal grado di controllo che le persone hanno sul proprio spazio di lavoro immediato. Negli uffici che sono stati a lungo ottimizzati principalmente per la collaborazione, ciò porta spesso a interruzioni e a un aumento del sovraccarico cognitivo. Di conseguenza, la concentrazione deve ora essere progettata attivamente – non in isolamento, ma come parte di un ecosistema spaziale più ampio.
Spazi di microconcentrazione: Rifugio senza isolamento

La soluzione non consiste semplicemente nel creare stanze più chiuse, ma nell’introdurre nuove tipologie spaziali. I micro spazi di concentrazione emergono esattamente dove è necessaria la concentrazione: all’interno dello stesso ufficio open space. Offrono protezione senza separazione e consentono transizioni intuitive tra concentrazione e interazione.
se:cove traduce questo principio in arredo. La poltrona funge da rifugio indipendente all’interno degli spazi aperti, utilizzando la sua forma scultorea e avvolgente per ridurre sensibilmente le distrazioni visive e acustiche. Allo stesso tempo, rimane volutamente aperta e connessa all’ambiente circostante – una qualità essenziale nei luoghi di lavoro ibridi.
Questo equilibrio è altamente rilevante anche dal punto di vista neurofisiologico. Il cosiddetto spazio peripersonale – l’area immediatamente circostante il corpo che determina il modo in cui le persone percepiscono l’ambiente – si stabilizza in situazioni semi-protette. Questi ambienti creano un senso di controllo e sicurezza che favorisce un’attenzione prolungata. Arredi come se:cove diventano quindi più di un oggetto funzionale: definiscono le qualità spaziali e creano luoghi che vengono intuitivamente percepiti come zone di concentrazione.
Ripensare la concentrazione: Dalla stanza alla rete

Questo sviluppo cambia radicalmente la logica della progettazione degli spazi di lavoro. La concentrazione non è più legata a una stanza fissa, ma diventa parte di un sistema dinamico di scelte spaziali. Gli spazi aperti non vengono sostituiti, ma integrati da spazi di ritiro posizionati con cura che possono essere utilizzati in modo flessibile durante la giornata.
Soprattutto in aree come le caffetterie aziendali, le zone lounge o gli spazi di transizione, emergono nuove opportunità: piccole oasi di calma all’interno di vivaci ambienti di ufficio. Anche le aree di concentrazione condivise stanno diventando sempre più importanti. Esempi come le biblioteche dimostrano che il lavoro che richiede concentrazione non richiede necessariamente isolamento – anzi, un’atmosfera collettiva tranquilla può persino rafforzare la concentrazione.
se:cove incarna questo cambiamento. In quanto micro spazio di concentrazione, porta la concentrazione direttamente nell’ufficio open space e collega ciò che un tempo sembrava contraddittorio: ritiro e apertura, individualità e comunanza. Il risultato è un ambiente di lavoro che consente entrambe le cose: lavorare concentrati pur rimanendo connessi al quadro generale.
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