The Inclusive Journey: una settimana di dialogo, scoperta e co-creazione

The Inclusive Journey: una settimana di dialogo, scoperta e co-creazione

Cosa ha ispirato Sedus a creare spazi di lavoro che promuovono davvero l’inclusione? Questa domanda era al centro di The Inclusive Journey, un’iniziativa lanciata da Sinem, Global Engagement Strategist di Sedus. Fin dall’inizio, il programma mirava a riunire clienti e partner per partecipare attivamente, condividere esperienze e sviluppare soluzioni in modo collaborativo.

In Sedus, da anni poniamo l’accento sulla DE&I (diversità, equità e inclusione) all’interno dei nostri team e nelle discussioni di settore. È diventato chiaro che l’inclusione è sempre più una priorità per le aziende, ma il legame tra inclusione e progettazione degli spazi di lavoro, in particolare l’arredamento, rimaneva poco chiaro. I clienti spesso ci chiedono informazioni sulle nostre politiche interne in materia di DE&I, ma non su come i nostri prodotti possano contribuire a creare ambienti di lavoro inclusivi. The Inclusive Journey è stato lanciato proprio per esplorare questo aspetto: scoprire insieme come l’arredamento e gli spazi possano promuovere attivamente l’inclusione e aiutare i dipendenti a sentirsi parte integrante dell’azienda.

Sinem, Global Engagement Strategist

Ispirazione oltre l’ufficio

Una parte particolarmente stimolante del programma è stata la visita alla Fondazione Stoll VITA, che ha mostrato ai partecipanti come l’impatto di Sedus si estenda ben oltre il luogo di lavoro.

“La fondazione ha dimostrato come il design e l’impegno sociale possano creare un impatto duraturo. I partecipanti hanno esplorato l’asilo, i giardini dove i bambini entrano in contatto con la natura e i laboratori dove i genitori possono seguire corsi di lingua o riparare oggetti domestici. È diventato chiaro che scegliere Sedus non solo sostiene i dipendenti, ma rafforza anche la comunità in generale”.

Workshop: Co-creare spazi di lavoro inclusivi

Negli ex uffici di ricerca e sviluppo, ora spazio dedicato alla presentazione dei prodotti e alla definizione delle idee, clienti, partner e team Sedus hanno lavorato in quattro gruppi: Radicamento in ufficio, Concentrazione e comunicazione, Collaborazione agile con standard WELL ed Ergonomia e sedute inclusive. L’obiettivo era quello di esplorare in modo pratico l’inclusione nella progettazione degli spazi di lavoro e sviluppare insieme delle soluzioni.

“Il gruppo Radicamento ha esaminato come l’arredamento possa rafforzare il senso di appartenenza dei dipendenti, attraverso armadietti personali o aree caffè sociali. Altri gruppi si sono concentrati sulla concentrazione, la comunicazione e la collaborazione flessibile per tutti i dipendenti, compresi gli utenti su sedia a rotelle e quelli con esigenze sensoriali specifiche. Il gruppo Ergonomia ha esplorato le sedute per diversi tipi di corporatura e stili di lavoro. Infine, un gruppo ha creato una matrice basata sui criteri WELL per valutare l’inclusività e misurare come i nostri prodotti contribuiscono al benessere”.

Per rendere tangibili le idee, i partecipanti hanno utilizzato personaggi e il modello in scala 1:20 Sedus se:play, integrato con figure per visualizzare scenari di vita reale.

“Questo approccio giocoso ha incoraggiato l’inclusione nel processo stesso. I diversi modi di contribuire hanno permesso a tutti di condividere le proprie prospettive e hanno arricchito i risultati”.

Acquisire nuove prospettive

Ogni gruppo ha anche sviluppato scenari per luoghi di lavoro inclusivi ideali, coprendo diversi personaggi, dagli utenti su sedia a rotelle ai dipendenti neurodiversi o altamente sensibili.

“È stato impressionante il modo in cui i partecipanti hanno considerato la diversità intersezionale e persino situazioni temporanee, come un dipendente in convalescenza per una frattura al braccio. L’inclusione non significa progettare per una minoranza, ma creare ambienti che supportino tutti. I luoghi di lavoro traggono vantaggio dai principi di progettazione universale che rispondono alle esigenze di tutti i dipendenti”.

Sinem sottolinea un altro punto chiave:

“L’inclusione inizia con l’osservazione e l’ascolto di come le persone interagiscono effettivamente con i nostri prodotti. Usi inaspettati, come le dipendenti in gravidanza che adattano il bracciolo e il poggiapiedi se:lounge, forniscono informazioni preziose. Il nostro obiettivo rimane chiaro: progettare luoghi di lavoro per tutta la gamma di dipendenti, non per la media, guidati dai principi del design universale”.

Prossimi passi: condividere le intuizioni e andare avanti

Le intuizioni dell’Inclusive Journey saranno consolidate in un white paper e guideranno la prossima fase del Sedus Think Tank. Sinem conclude:

“L’Inclusive Journey è un processo continuo che perseguiamo in collaborazione con clienti e partner. Il nostro obiettivo è progettare luoghi di lavoro in cui tutti si sentano inclusi e valorizzati”.

Gli ambienti di lavoro che funzionano semplicemente sono buoni. Gli ambienti di lavoro che creano un senso di appartenenza, connessione e empowerment sono trasformativi. L’Inclusive Journey dimostra che il design inclusivo inizia nel processo, prospera attraverso l’osservazione e si estende ben oltre l’ufficio, sia per i dipendenti che per la società.

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